Questo mese è doveroso ritornare a Retorbido perché, il 22 Maggio scorso, oltre ottomila persone erano radunati a manifestare pacificamente contro la costruzione di un nuovo ecomostro. Bambini con le loro mamme e i loro papà, nonni, ragazzi e adulti, tutti insieme a dire no all’impianto di pirolisi. Una grande festa e sul palco si sono avvicendati artisti come Roberto Vecchioni, Enzo Iachetti e Giobbe Covatta, che insieme alla folla hanno protestato cantando e scherzando con le loro battute. Abbiamo visto poliziotti e carabinieri sorvegliare con il sorriso i manifestanti che man mano invadevano con i loro striscioni colorati il grande prato messo a disposizione da aziende del posto. Il sorriso era il segno che tutti erano lì innanzitutto per amore della propria terra e per difendere pacificamente il futuro delle nuove generazioni.
Alle spalle del palco lo sguardo spaziava sul verde intenso dei vigneti, i cui filari perfetti rendevano alle colline stupende pettinature. Retorbido deve rimanere così come è, come l’abbiamo conosciuta costruendo i quattro itinerari che la comprendono, affinchè i turisti possano ammirare gli splendidi panorami che si aprono percorrendo a piedi o in bici la Greenway, che parte da Voghera e presto arriverà a Varzi lungo il tracciato della storica ferrovia ormai abbandonata; o per coloro che si inerpicano sulla collina in mezzo ai vigneti per raggiungere la frazione di Garlassolo a godere di una splendida vista sulla pianura; o ancora che proseguono fino alla chiesetta di Murisasco e da lì fino a Cà Bertuggia a scoprire la dimora di Bertoldo. Già proprio lui, il saggio contadino che ormai quasi un anno fa ha avviato il nostro viaggio sul territorio pavese.
A Retorbido, non sono solo opere di Pietro Leddi e Marco Lodola ad animare le piazze con statue che raccontano la storia di Bertoldo; nella vecchia pesa, hanno allestito un minuscolo museo che, con ritmo quasi legato al passare delle stagioni, mostra di volta in volta, gratuitamente, la ricostruzione di una scena di vita quotidiana, con pezzi originali messi a disposizione da appassionati Retorbidesi. Ai turisti e a chi passa in queste terre vogliamo mostrare queste bellissime colline e non montagne di pneumatici in attesa di essere bruciati, vogliamo offrire una sosta all’ombra di un Gelso ad assaporare il nettare di queste colline, e non all’ombra di una ciminiera che ricorda tempi nefasti. Vogliamo tutti che l’Oltrepo sia terra di vini e non di oli combustibili. E’ questo che gridiamo insieme alle ottomila persone che hanno dimostrato una straordinaria coesione e grande senso di civiltà e rispetto. Vogliamo coniare uno slogan: “In Oltrepo solo vigneti: caro ecomostro, fuori dai piedi”.
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